Gli imprenditori italiani, non vedono l’entrata dell’Ucraina in Europa come una cosa positiva

Questo articolo non si basa su strategie politiche  o territoriali, ma su fatti  e paure concrete  di piccoli e medi imprenditori di vari settori in tutto il territorio italiano, che nessuno ascolta, ma sono loro il vero motore dell’Italia dell’eccellenza, per la qualita ‘ dei prodotti e dei servizi.

Dalle varie interviste, da me fatte si deduce, che  all’Italia  questa europa  comandata da Germania  e pilotata  dagli Stati Uniti, a loro non serve.

Come su l’ultima crisi Russa – Ucraina, se l’Europa  non fosse intervenuta , comandata dagli U.S.A., la diatriba sarebbe glia’ passata, la Crimea sarebbe tornato territorio Russo, come e’ giusto che sia, con tanto di voto popolare unanime, ma agli Americani questo non e’ piaciuto, e ha fatto intervenire il suo burattino Europa.

Gli imprenditori italiani, non vedono l’entrata dell’Ucraina  in Europa come una risorsa, come gli vuole spacciare  la comunita’ europea,ma la stanno vivendo come una minaccia, gia’ messi a dura prova con l’entrata della Romania  e Bulgaria, che con la loro manodopera scadente, e i loro prodotti  di dubbia provenienza e qualita’ non adeguatamente controllati che immettono sul mercato, intaccano l’altissima qualita dei prodotti interni, per non parlare dell’invasione degli africani  che vengono ospitati per forza, senza chiedere se l’italiano che subisce tutto questo, cosa ne pensano.

Con l’entrata “gli imprenditori dicono  speriamo di no”dall’entrata  dell’Ucraina  andremo sempre piu’ a danneggiare  tutto quello che abbiamo creato in tanti anni di lavoro per essere i migliori in molti campi.

Gia’ gli ucraini li troviamo dappertutto, anche non avendo la liberta’ di circolazione in Italia, non portando alcun beneficio al territorio, il 90% lavora in nero, altri vivono di espedienti o illeciti, proventi che non vengono ri- spesi in Italia, ma inviati al loro paese.

Parlando con gli agricoltori  e allevatori, spiegano che il loro settore gia’ in forte crisi dalle quote stabilite dal mercato europeo ,andrebbe man mano   scomparendo  la grande qualita’ dei prodotti Italiani, inserendo anche l’Ucraina nel mercato libero, con la loro bassissima qualita’, e con dei controlli non adeguati, e forse i territori  non ancora bonificati dopo  il disastro di Chernobyl, il nostro prodotto andrebbe a morire.

Anche nel settore turistico gli addetti ai lavori parlano di surrogati di russi, cioe’ ucraini  che si spacciano per russi, dando un servizio scadente, e non in madre lingua.

Gli italiani trenta anni fa’ non distinguevano un russo da un ucraino, ma i tempi sono cambiati, adesso vedono e capiscono la differenza, il primo porta qualita’, ricchezza, investimenti sul territorio, e scambi commerciali di alto livello; il secondo tutto il peggio, illecito scadenza di servizi e prodotti di dubbia provenienza.

L’italiano non ha l’anello al naso come l’europa vorrebbe far credere, e’ un ottimo popolo, che non si fa’ ingannare, capisce la differenza tra l’amico russo e il non identificato ucraino, e per questo  dalle interviste rilasciate da imprenditori si deduce il categorico no dell’Ucraina in Europa.

 

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